Tra tagli alle spese e aziendalizzazione, i servizi sanitari vivono una fase di profonda trasformazione, con lo strascico di resistenze e il carico di rischi che ogni mutamento comporta. Le leggi di riforma, i criteri adottati, lo stato attuale ed il futuro di un settore chiave per la vita di tutti.

Un check-up per la sanità

L'attuale assetto dell'assistenza sanitaria in Italia inizia con la legge 833/78, riguardante l'Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), che assume in sé tutti i compiti e le attribuzioni in materia sanitaria e opera mediante una rete di Unità Sanitarie Locali  (USL) che sono le strutture operative dei Comuni singoli o associati. L'assistenza sanitaria viene distribuita in modo uniforme all'intera popolazione. L'USL ha come scopo quello di integrare i vari livelli di assistenza (ambulatoriale, domiciliare, ospedaliera) ed i vari momenti della tutela della salute (prevenzione, cura, riabilitazione).
La legge prevede che il finanziamento statale alle Regioni avvenga in base alla spesa storica ed in base alla popolazione assistita. Il sistema però si rivela incapace di controllare la spesa, a fronte di una mancanza di strumenti di programmazione. In questo modo il debito delle Regioni cresce, e lo Stato annualmente deve ripianare i fondi. Questi dunque i problemi:
· una spesa sanitaria eccessiva rispetto alle possibilità dello Stato
· nessun controllo sulla qualità delle prestazioni
· scarsa accessibilità alle prestazioni
Di qui le leggi 502/92 e 517/93, relative al riordino del SSN , i cui concetti portanti sono: efficacia, efficienza, qualità. Il processo prescelto è quello di una progressiva aziendalizzazione delle strutture sanitarie.
Le competenze vengono ripartite fra lo Stato - che si riserva la funzione di programmazione nazionale, la determinazione di livelli uniformi di assistenza, e le quote di finanziamento pro-capite per assistito, d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni - e le Regioni, che hanno funzione programmatoria e organizzativa dell'assistenza sanitaria.
Le Aziende sanitarie vengono definite aziende infraregionali, dotate di personalità giuridica pubblica, autonomia ed organi propri di gestione. Esse sono distinte in Aziende USL e Aziende Ospedaliere. Per entrambe esistono due organi aziendali: il Direttore Generale, di nomina regionale, titolare di tutti i poteri di gestione e di rappresentanza legale, e il Collegio dei Revisori. Il Direttore Generale nomina direttamente il Direttore Amministrativo ed il Direttore Sanitario. Tutti e tre hanno un incarico a tempo pieno regolato da un contratto di tipo privatistico, di durata quinquennale.
I due tipi di Aziende hanno obblighi e finalità diverse, e anche diverse forme di finanziamento, come vedremo di seguito.
l'Azienda USL ha l'obbligo di garantire l'erogazione delle prestazioni sanitarie e di raggiungere concretamente i livelli di assistenza stabiliti dal Piano Sanitario Nazionale, mentre le Aziende Ospedaliere sono soggetti erogatori di assistenza con l'unico obbligo del pareggio di bilancio.
Le Regioni assegnano alle Aziende USL un finanziamento che dipende dall'età della popolazione residente (quota capitaria pesata per l'età) cioè un milione e cinquecentomila lire circa per ogni cittadino adulto ed una quota più alta quando il cittadino è un anziano o un bambino che necessita di un numero maggiore di prestazioni sanitarie rispetto all'adulto. Le prestazioni ospedaliere sono invece pagate secondo il sistema dei DRG.
I DRG (diagnosis related groups) sono un sistema di classificazione dei pazienti basato sulla costruzione di classi (economicamente) omogenee per la richiesta di risorse che implicano da parte della struttura ospedaliera. In pratica i pazienti che appartengono ad una stessa classe (DRG) hanno più o meno la stessa durata di degenza, la stessa richiesta assistenziale da parte della struttura, lo stesso impegno di personale e di servizi ( ad esempio la sala operatoria o le procedure diagnostiche). Questo introduce un sistema di finanziamento basato sulla determinazione a priori di tariffe fissate a livello regionale e corrispondenti al pagamento delle prestazioni ospedaliere.
Lo scopo è più in generale quello di introdurre nel sistema sanitario meccanismi concorrenziali dove la competitività sia finalizzata al miglioramento delle performance del servizio pubblico in termini di:
· efficacia cioè la capacità di raggiungere obiettivi che in sanità sono la modificazione del bisogno terapeutico e l'adeguatezza nella produzione delle prestazioni
· efficienza che può essere intesa come il rapporto fra risorse impiegate e prestazioni erogate e di conseguenza implica come obiettivo un più razionale impiego delle risorse assegnate per raggiungere l'obiettivo prefissato
· qualità delle prestazioni che deve assicurare una metodologia di controllo delle attività assistenziali tale da garantire l'utenza contro meccanismi insiti nell'adozione di un finanziamento basato sul numero delle prestazioni.
Occorre infine aggiungere quali soggetti erogatori di assistenza, oltre a quelli pubblici anche i privati accreditati, che "vendono" i propri servizi all'unico soggetto istituzionale, l'Azienda USL, titolare del dovere di soddisfare il diritto alla tutela della salute e detentore dei fondi per la relativa acquisizione. Il termine accreditamento indica che le strutture interessate corrispondono a requisiti strutturali, organizzativi e qualitativi dettati dalla Regione. All'interno dell'Azienda USL oltre agli ospedali, sono erogatori di servizi sanitari anche i Distretti che hanno in più l'obiettivo di integrare i servizi e e i settori socio-assistenziale e sanitario.

Cristina Malvi



Numero di posti letto presenti nella provincia di Bologna e previsti per il 2000
Dati forniti dall'Assessorato alla Sanità della Provincia di Bologna
                             ATTUALI  FUTURI  DIFFERENZA
P.L. per ACUTI 
a) pubblici                    5343 
b) privati accreditati          818 
TOTALE  (a+b)                  6161 
c) privati                      542     542       0
TOTALE P.L. per acuti (a+b+c)  6703    5313    1390
P.L. per lungodeg./riabilitaz.  272     951     679
ESUBERO                                         711
Nel numero di posti letto sono considerati anche quelli di day hospital    

Scomposizione dell'attività ospedaliera della Prov. di Bologna nel 1995 per azienda
Dati forniti dal Serv. Pianif. Risorse e Procedure dell'Ass. alla Sanità in Regione
AZIENDA                     POSTI LETTO   DEGENTI  GIORNI DI DEGENZA
USL BOLOGNA SUD                 344        10790        91623
USL IMOLA                       575        20103       161961
USL BOLOGNA NORD                417        14695       131561
USL CITTÀ BOLOGNA              1342        38933       419242
AZIENDA S.ORSOLA               2276        70135         6470
IST.ORT.RIZZOLI                 352        11172        10394
TOTALE                         5306       165828      1555418
Nei numero di P.L. sono esclusi quelli di day hospital
Torna all'indice del numero 9
Scarica tutto il numero 9 in formato PDF