Ritorno al collegio

La necessità di una relazione stabile, di conoscenza e di verifica, tra elettori ed eletti, per un nuovo rapporto di fiducia tra base sociale e classe politica: l'on. Sabattini incontra l'Ulivo di Zola Predosa.

Si continua a discutere di politica, dopo le elezioni politiche di quasi un anno fa, anche a livello locale, tentando di coinvolgere il cittadino, che è sempre più restio a partecipare alla vita politica attiva.
Durante Tangentopoli, mentre la magistratura stava annientando una intera classe politica, e partiti che erano l'ossatura del sistema politico italiano scomparivano nel nulla o si frammentavano, mentre le velleità secessioniste della Lega Nord diventavano uno dei simboli della protesta, il malcontento dei cittadini e l'insofferenza verso la partitocrazia raggiungeva il suo culmine. In questa situazione si è creato un solco sempre più profondo, un rapporto difficile, tra "la platea" dei cittadini e "gli attori" politici: questi ultimi visti con diffidenza come persone che, elette e deputate ad agire nelll'interesse di tutti, avevano invece utilizzato il proprio potere politico per scopi clientelari.
Di ciò tutta la vita civile e politica ha risentito in modo molto negativo. A questo punto occorreva ricostruire in tempi brevi un nuovo rapporto di fiducia fra la dirigenza del Paese e la sua base. Una operazione difficile, ma senz'altro fattibile, da realizzare coinvolgendo persone nuove, e le risorse intellettuali e tecniche di grande valore che un sistema politico chiuso e clientelare aveva tenuto ai margini della vita politica attiva.
Bisogna ricostruire un rapporto di fiducia fra la dirigenza del Paese e la sua base, un rapporto nuovo dove il cittadino abbia una parte attiva, propositiva, di controllo, e non più meramente un ruolo passivo. In questa direzione, come Comitato dell'Ulivo di Zola Predosa (in cui si ritrovano partiti - il PDS, il PPI, i Verdi - ma anche cittadini che non appartengono a nessun partito), abbiamo deciso di continuare il lavoro precedentemente svolto in campagna elettorale, promuovendo una serie di incontri con i candidati eletti nel Collegio Elettorale n. 17 per la Camera, e per il Senato.
Infatti è fondamentale che i parlamentari conoscano la realtà del collegio dove vengono eletti, mediante un rapporto continuativo con le realtà politiche territoriali (partiti, liste civiche, movimenti, associazioni...) o un confronto diretto con i cittadini. Ecco quindi la prima occasione di incontro, in una sera di febbraio, con l'onorevole Sergio Sabattini, deputato PDS alla Camera dei Deputati.
Un incontro che ha avuto una buona accoglienza, di qualità più che di quantità, ed ha costituito un'occasione in cui le varie anime dell'Ulivo - laiche, cattoliche e ambientaliste - si sono interrogate sul futuro dell'Ulivo e del nostro Paese.
Durante l'incontro ci si è chiesti se dopo aver investito molte risorse, psicologiche e politiche, in campagna elettorale, non ci fosse un ritorno di fiamma della partitocrazia, della politica centralista dei partiti, con la messa ai margini di uno scomodo Movimento per l'Ulivo, troppo innovatore per essere accettato come soggetto politico ma utile come manovalanza ed unicamente in funzione dei partiti. Ci si è chiesti se l'identità, l'appartenenza ai partiti fosse in contrasto con una identità più allargata che coinvolgesse tutta la coalizione. Ci si è chiesti ancora se il nuovo sistema elettorale, anche se non del tutto efficiente, potesse finalmente produrre una democrazia sbloccata ed efficace, anche se alla luce degli avvenimenti di quest'ultimo anno ci rimane l'impressione che fosse un'idea ingenua pensare che fosse sufficiente la trasformazione della legge elettorale per ottenere un bipartitismo compiuto ed un sistema politico più razionale. Ci si è chiesti ancora se, al di là delle formule elettorali, ci fosse anche un processo politico capace di consolidare lo schieramento dell'Ulivo, rendendolo omogeneo dal punto di vista organizzativo e programmatico. Altri punti ancora sono stati toccati in questo confronto aperto con il deputato Sabattini, come l'adeguamento dell'impianto istituzionale del nostro Paese al sistema maggioritario per creare una efficace democrazia dell'alternanza, la questione giustizia, le problematiche connesse con l'entrata dell'Italia in Europa. Si è in particolare anche toccata la questione del finanziamento pubblico ai partiti (Sabattini è il principale estensore della nuova recente legge in proposito).
Il nostro deputato credo abbia colto, al di là del "botta e risposta" su domande specifiche poste da un pubblico non numerosissimo ma politicamente eterogeneo, la necessità di un sistema organizzativo che vada al di là dei partiti; di una politica che voglia decisamente cambiare pagina senza voltarsi  indietro: l'incertezza, la terra di nessuno, l'ambiguità devono cessare di fare parte dell'armamentario dei nostri politici; il disincanto dei cittadini di fronte ad una politica che a parole intende rinnovare contenuti e metodi ma in pratica non riesce a convincere la base è un segnale molto pericoloso per la democrazia stessa.
Il Movimento per l'Ulivo ha quindi, fra i tanti, il compito importantissimo di gestire la comunicazione bilaterale fra la dirigenza del Paese e i cittadini a livello locale, pretendendo dai primi un maggiore contatto con il proprio territorio di competenza, individuando le esigenze ed abbozzando le soluzioni, stimolare i secondi a dare un maggiore contributo politico e ad essere di stimolo e sostegno della classe politica.

Danilo Bidoli



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