Intanto i mesi passano e ci avvicinano alle elezioni amministrative del '99, la cui preparazione fra gli addetti ai lavori è già cominciata. Al di là di un esame degli scenari probabili, riflettiamo sui modi concreti per cercare di ridurre la distanza tra amministratori e amministrati, individuando limiti e condizioni di efficacia delle primarie, sottolineando l'importanza di gruppi attivi e organizzati e formulando una proposta operativa per aprire il palazzo alla città.
I sogni in politica non vanno più di moda, e noi tentiamo di andare in controtendenza. Se Luther King proclamava in piazza il proprio sogno sull'America, a Bologna la politica ha da tempo dismesso passione e fantasia (viabilità a parte). "Non abbiamo sogni" ha detto uno dei nostri amministratori, a rivendicare un orientamento realista, ma anche confessando una caduta di orizzonti progettuali. A lui e colleghi dedichiamo quindi la nuova rubrica "un sogno per Bologna", aperta - come sempre - al contributo dei lettori, che intende raccogliere e pubblicare proposte (anche piccole, ma puntuali) per vivere meglio la nostra città.
Oltre la città, il Paese: dopo il mancato accordo in parlamento, i tempi e i modi per la riforma della Costituzione si fanno incerti. Al di là delle tattiche parlamentari e dei motivi contingenti che hanno influito su questa scelta, sarà difficile ripartire da posizioni molto diverse da quelle raggiunte nel testo uscito dalla Commissione Bicamerale, che resta frutto (discutibile) del lavoro costituente di una legislatura, e specchio - nel bene e nel male - della cultura costituzionale e della disponibilità al rinnovamento dell'attuale classe politica italiana. Un testo che non ci aveva mai sedotti per ingegno né per carica innovativa (vedi il dossier de Il Mosaico, n. 10), ma sul quale forse è utile riflettere ancora, come facciamo riferendovi dell'incontro con il prof. Ugo De Siervo, e del lavoro di studio condotto dal gruppo tematico del Movimento per l'Ulivo di Bologna.
Oltre il Paese, il mondo: ecco allora un contributo dal Brasile e il punto della situazione sul traffico d’armi mondiale. Accanto ai temi globali, quelli a noi consueti del disagio e della marginalità sociale.
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