Oltre a un paio di proposte in vista
delle elezioni, pubblichiamo anche un’analisi severa sui recenti fenomeni
di “mobilità parlamentare” che hanno visto vari cambiamenti di fronte,
a Roma come in realtà locali. Un malcostume
politico, che confonde i ruoli di maggioranza
e opposizione, impedisce l’affermarsi della democrazia dell’alternanza
e riduce le aule parlamentari a un mercato delle vacche.
Il dato comune, che emerge da questi
diversi fatti, è la crescente divergenza
tra i bisogni del paese e le logiche dei partiti,
ovvero dei gruppi di potere che gestiscono - attraverso il monopolio sulle
candidature e sulle nomine - la rappresentanza politica e l’amministrazione.
Nulla di nuovo, si dirà. È vero, ma abbiamo l’impressione
che, dopo l’ingresso in Europa e la stagione del governo ulivista, la rivalsa
dei partiti stia passando il segno.
Due fatti per tutti gli altri:
la solerzia con cui è stato reintrodotto, anzi rafforzato, il finanziamento
statale ai partiti (mentre tutto il resto può attendere), e la montante
disaffezione
dei cittadini non solo per la partecipazione
politica attiva, ma anche per l’esercizio del voto. La sensazione è
che sia inutile, che non possa cambiare nulla.
Il nostro giudizio è che
un Ulivo che
non riuscisse a farsi interprete delle istanze di cambiamento che provengono
dai cittadini risulterebbe solo una enorme foglia di fico sul desiderio
di potere dei partiti che lo compongono, e si candiderebbe a meritata sconfitta.
Anche a Bologna. In questo senso “alziamo il tiro” con decisione, ed è
davvero il minimo che possiamo fare.
Passando ad altro, ci occupiamo di scuola privata e soprattutto del suo finanziamento. Lo affrontiamo ponendoci - come sempre - fuori dai cori precostituiti, con una lettera aperta ai vescovi italiani scritta dall’interno del mondo cattolico al fine di aprire un dibattito: l’invito - a tutti - è di inviare contributi e riflessioni sul tema, per ragionare su opportunità e pericoli di questa prospettiva, andando oltre le posizioni ideologiche e gli interessi di parte.
Dedichiamo inoltre due articoli
al fenomeno dell’immigrazione,
su cui occorre davvero cercare una visione oggettiva, e alle celebrazioni
dei 60 anni delle leggi razziali, passate sotto silenzio dai mass media;
mentre per quanto riguarda il mondo la finestra di questo numero si apre
sull’Argentina.
Le nuove
tecnologie e il futuro che ci attende sono
al centro di una coppia di articoli dal duplice messaggio: che il futuro
arriva in fretta, ma che possiamo (e dobbiamo) sceglierlo, non subirlo
come un destino preconfezionato (da chi, poi?) Anche se a prima vista non
sembra, il tema riguarda da vicino la politica, i cui rappresentanti parlano
continuamente di futuro e di evoluzione tecnologica, come se si trattasse
di qualcosa che viene da sé, e quindi senza mai dichiarare quali
progetti hanno (se ne hanno...) per governare e per indirizzare tecnologia
e futuro verso una crescita civile e democratica, e non verso conseguenze
alienanti.
Infine, questo è il numero
14 del nostro giornale: il 13 è uscito lo scorso autunno, come foglio
singolo spedito alle persone che nel corso degli anni avevano contribuito
con il loro abbonamento a fare vivere questa realtà. Avevamo finito
i soldi, e l’appello era semplice: se vi rispecchiate nel nostro sforzo,
abbonatevi. Diversi hanno risposto: grazie di cuore a ciascuno, ma il
nostro ringraziamento più concreto
vuole essere questo: eccoci qui, con intatta determinazione. Quanto abbiamo
raccolto (circa 3,5 milioni) non ci dà certo un futuro tranquillo,
ma per ora basta per continuare a impegnarci nel giornale: finchè
avremo fiato non molleremo. Ma non vi chiediamo solo soldi (comunque necessari:
chi non l’ha ancora fatto, si abboni!): chiediamo anche un segnale di consenso
e di partecipazione,
per capire se davvero volete che Il Mosaico continui. È importante
sapere di non essere soli.
Parità scolastica: un
boomerang - Andrea De Pasquale a pag. 2
In fuga dal voto
- Flavio Fusi Pecci a pag. 3
Il silenzio che aiuta il razzismo
- Riccardo Burigana a pag. 4
Immigrazione, la paura
dello straniero - a cura di Anna Alberigo
a pag. 5
L’anomalia di Monghidoro
- intervista a Ubaldo Salomoni a pag. 6-7
Manca un progetto per la città
- Alessandro Delpiano e Piergiorgio Rocchi a pag. 8
Il valzer dell’eletto
- Gino Ferraresi a pag. 9-10
Ipotesi per Bologna
- Marco Calandrino e Rossano Salicini a pag. 9-10
Tecnologie per la formazione
- Marco Vagnerini a pag. 11
Orizzonti virtuali e bare cibernetiche
- Risto Linturi a pag. 12-13
Argentina sotto shock -
Pierluigi Giacomoni a pag. 14