Da anni ci siamo battuti perché la scelta dei candidati non fosse esclusiva dei partiti, e la battaglia sembrava destinata a finire al solito modo anche stavolta, visto lo stop imposto da alcuni di essi nell’autunno scorso. Invece le primarie sono arrivate, ormai inattese, in febbraio: le componenti della coalizione dell’Ulivo, dopo mesi di lotte intestine e veti incrociati, le hanno varate per trovare una via d’uscita alla situazione di stallo in cui si erano infilati. La buona notizia era che si accoglieva l’idea di metodo. La cattiva notizia era che si trattava di una consultazione tardiva e affrettata, e condizionata da una candidatura favorita in quanto di fatto espressa dal maggiore partito cittadino. Attorno a noi, abbiamo visto i politici reagire in due modi: plauso all’operazione “altamente democratica” da parte dei favorevoli al risultato prevedibile, fuoco di sbarramento contro “l'inutile teatrino” da parte dei contrari. Noi avremmo voluto accogliere positivamente l’indicazione di metodo, ma senza nascondere gli aspetti negativi di questa prima realizzazione. Ma come?
Una sera di febbraio ci siamo trovati a parlarne, e l’idea è stata quella di lanciare una candidatura, per dimostrare che è alla portata dei cittadini (e non solo dei partiti organizzati) esprimere alcune idee sulla città, affidarle a una candidatura (peraltro al di fuori del jet-set politico), e su di essa raccogliere un consenso. Una strategia ai limiti del buon senso, considerando le nostre poche forze e i tempi stretti che avevamo di fronte. Ma il buttarsi “senza rete”, con libertà e coraggio, accettando il rischio di sconfitta, è per noi un valore in sé. Perché senza la libertà di rischiare la faccia per le proprie idee, crediamo non sia possibile un pieno esercizio della democrazia.
Così abbiamo chiesto a Giuseppe Paruolo (presidente della nostra associazione) di essere il nostro candidato alle primarie. È stata una esperienza bella (e faticosa) di incontri pubblici e di scambi di idee con i cittadini, di tam tam con i tanti amici che ci seguono, e che hanno mostrato di capire e di condividere il nostro stile e il nostro sforzo. Sono tante le persone che hanno reso possibile questa avventura, e qui vogliamo ringraziarle. A partire dalla moglie di Giuseppe (che per un mese non lo ha praticamente visto), fino alle 448 persone che hanno firmato la candidatura, e a tutti coloro che hanno dato il loro tempo per approfondire i temi e organizzare le attività.
I risultati delle primarie sono stati positivi: più di 20 mila votanti indicano la chiara volontà dei cittadini di essere coinvolti nella scelta dei candidati. Certo, viste le premesse organizzative, le rinunce a gareggiare dei potenziali candidati “di peso” e i giornali che hanno fatto a gara per tenere in sordina il confronto tra i candidati, non c’è da stupirsi per un risultato che ha largamente premiato la candidata più nota e chiaramente sostenuta dal DS. Peraltro questa volontà popolare legittima la candidatura di Silvia Bartolini più delle manovre e delle dichiarazioni di sostegno dei tanti interessati solo a salire sul carro del vincitore. Per quanto ci riguarda, crediamo che 1071 voti ottenuti in queste condizioni siano un buon risultato: non solo per Giuseppe, né solo per il Mosaico, ma per tutti i cittadini che si riconoscono nell’istanza di cambiamento del modo di fare politica.
Ora ci sono le amministrative. I Democratici di Romano Prodi, con il simbolo dell’asinello, si presentano facendo una chiara scelta di campo (l’Ulivo), e portando un contributo criticamente costruttivo e di rinnovamento. Questo stile lo riconosciamo come nostro, senza tuttavia nasconderci la presenza dei problemi tipici di una formazione politica recente, che non ha avuto il tempo di avviare processi di democrazia interna per la selezione dei propri rappresentanti: ma, per certi versi, questo è un motivo in più per raccogliere la sfida e starci dentro.
Per questo in lista con I Democratici per il comune di Bologna troverete Giuseppe Paruolo (subito dopo il capolista Delbono, come segnale che valorizza l’esperienza delle primarie), e Marco Calandrino. In corsa per la provincia vi sono poi Pierluigi Giacomoni e Federico Bellotti, ed altri nei quartieri. Oltre questi nomi, ci sono altre persone che stimiamo e con cui ci sentiamo in sintonia, al di là del fatto che siano o no "del" Mosaico.
Troverete all’interno di questo
numero nomi e programmi, ma il giornale rimane ciò che è
sempre stato ed intende rimanere: non l’organo di un gruppo politico, ma
un luogo di discussione, aperto ai contributi di persone e associazioni
che cercano nel dialogo e nell’approfondimento dei temi la spinta per rinnovare.
Crediamo che, oltre agli schieramenti, siano le "battaglie" a qualificare
l'attività politica, insieme all'attenzione ai contenuti e alla
capacità di superare gli interessi particolari. Come molte volte
abbiamo scritto, siamo convinti che la spinta al cambiamento può
venire solo dal coinvolgimento dei cittadini, e in particolare di coloro
che non vogliono fare della politica il loro ultimo orizzonte: solo così
sarà possibile riportare spirito di servizio e idealità costruttiva
nella politica e nell'amministrazione. Questa è stata e sarà
la forza del Mosaico. Non lasciateci soli,
né il 13 giugno né dopo.
Parità scolastica: opinioni
a confronto - Stefano Camasta e Cristina
Festi a pag. 2-3
Amministrazione e poteri forti
- Flavio Fusi Pecci a pag. 4-5
Spunti programmatici per la
città
- Speciale elezioni amministrative
a pag. 6,7,10,11
I nostri candidati alle
amministrative - I profili delle persone
in lista a pag. 8-9
Il duello Bartolini-Guazzaloca
- Interviste parallele, a pag. 12-13
Cittadini del mondo
- Il debito dei PVS e impressioni dal Kosovo a pag. 8