Numero 20-21 (Primavera-Estate 2002) in formato PDF

Cittadini: tutti uguali?

Anche in questo numero, che esce dopo un lungo silenzio, seguiamo lo stesso filo tracciato in questi anni. Cerchiamo di riflettere insieme su giustizia, immigrazione e pace, temi che ci coinvolgono direttamente come cittadini che non solo vogliono essere informati, ma che condividono anche la speranza che si possa e si debba convivere in una società giusta, paritaria, solidale, moderna e innovativa, quindi migliore, cui debbono contribuire tutti, a iniziare da noi stessi.

Sono passati oramai otto anni da quando, pieni di slancio ed entusiasmo, abbiamo fondato questo giornale, una voce fra le tante per riflettere su temi che ci stanno a cuore. Lo scopo è sempre stato in fondo quello di ragionare insieme per capire e condividere con altri un cammino difficile, ma che crediamo indispensabile individuare e percorrere per contribuire come cittadini consapevoli alla vita della nostra comunità.
Affrontando difficoltà di tempo e di mezzi (tecnici ed economici) sempre crescenti abbiamo pubblicato 20 numeri con una periodicità irregolare e declinante, e anche in mezzo alle inevitabili discussioni e alle divergenze di opinione che hanno fatto variare ed evolvere nel tempo la composizione del nucleo più attivo, abbiamo tuttavia cercato di mantenere costante la nostra piccola presenza nel mondo culturale e politico bolognese.
Ci è stato chiesto e ci siamo chiesti in numerose occasioni: «con quale risultato e impatto?». È difficile dare una risposta e, se ci pensiamo bene, è in fondo irrilevante provare a darsela. Quello che conta è solo se e quanto ognuno di noi (redattori, lettori, amici, critici.) ha avuto occasione di prestare più attenzione e interesse a un problema, a una iniziativa, a un fatto, cercando di maturare per sé e con gli altri idee, opinioni, volontà.
Anche in questo numero, che esce dopo un lungo silenzio, seguiamo lo stesso filo tracciato in questi anni. Cerchiamo di riflettere insieme su giustizia, immigrazione e pace, temi che ci coinvolgono direttamente come cittadini che non solo vogliono essere informati, ma che condividono anche la speranza che si possa e si debba convivere in una società giusta, paritaria, solidale, moderna e innovativa, quindi migliore, cui debbono contribuire tutti, a iniziare da noi stessi.
In questo quadro, temi quali giustizia, pace, solidarietà, pluralità, programmazione e compatibilità ambientale, qualità della vita ecc. sono sempre al centro del dibattito. Pertanto, la costruzione di un «progetto della città che vogliamo» fatta tutti insieme (cittadini, istituzioni, associazioni, partiti ecc.) è un prerequisito fondamentale per essere parte attiva e propositiva per il futuro. Non ci si può limitare a elencare e lamentare le ingiustizie e inefficienze attuali, se non si cerca anche di effettuare analisi lucide e quantitative e proporre idee e soluzioni.
Fra le tante iniziative in corso e in via di preparazione, in un momento abbastanza particolare di risveglio di interesse per la città e, allo stesso tempo, di constatazione (quasi desolata) della scarsa incisivit à delle forze in campo, è emersa una proposta fatta dai partiti dell'Ulivo (ma dichiaratamente rivolta a tutti, anche fuori e oltre l'Ulivo) di provare ad attivare un progetto molto ambizioso chiamato «BOLOGNA 2004». Si tratta di una sfida difficile e forse, per certi aspetti, velleitaria, ma che tuttavia non si dovrebbe lasciare cadere senza provare a realizzarla con convinzione, coraggio e un poco di umiltà da parte di tutti.
Il fatto che questa idea nasca dai partiti fa storcere la bocca a tanti ed è emerso più di un dubbio sulla reale volontà e capacità di attuarla nei modi e nei tempi dovuti.
Come sempre, sta ai cittadini (e quindi anche a noi) rimboccarsi le maniche e non limitarsi a scuotere la testa dicendo: «le solite chiacchiere, i soliti sogni».
Flavio Fusi Pecci  

In questo numero:

  • Che non si ripeta più: una retrospettiva sul lavoro del pool "Mani Pulite" e uno sguardo approfondito al progetto di riforma della giustizia approntato dal governo Berlusconi rendono evidente l'obiettivo di smantellare l'indipendenza dei magistrati, mentre il costo del rinascente malaffare finisce a carico di tutti i cittadini (A. De Pasquale e L. Palmieri alle pp. 2-7).
  • Musulmani a Bologna: un forum a tre voci (D. Righi, T. Freddi, N. Bayoumi) è al centro di un articolato dossier su come vivono e come sono vissuti gli immigrati di fede islamica a Bologna, completo di dati e di analisi sul ddl Bossi-Fini in via di approvazione in parlamento e sulle possibili "intese" con le confessioni religiose (F. Colecchia, A. De Pasquale, F. Fusi Pecci e R. Lipparini alle pp. 8-15).
  • ... e inoltre: "Un villaggio per educare" al quartiere Lame; "La Compagnia dei Celestini" per ridare slancio all'urbanistica nel futuro della citta; "Giovane è la pace", due testimonianze limpide contro la retorica delle "guerre inevitabili".


Il numero 20-21 è disponibile in formato PDF (come pure tutti gli altri numeri de Il Mosaico) in modo da poter essere letto e stampato con Adobe Acrobat Reader (versione 3 o successiva). Acrobat Reader è distribuito gratuitamente e che si può scaricare dal sito della Adobe.