Numero 23-24 (Inverno 2003-2004) in formato PDF

Insieme un'altra città è possibile

Quasi due anni fa abbiamo iniziato a incontrarci in pochi e molto diversi, senza sapere bene che cosa si sarebbe potuto dire e fare insieme, ma concordi nel ritenere che Bologna potesse e dovesse essere una città migliore di quanto si poteva constatare dal suo lento ma progressivo degrado. Eravamo e siamo convinti che toccasse ai cittadini e alle forme organizzate in associazioni, gruppi e movimenti dare un contributo nuovo e forte per arrivare a costruire una proposta concreta e alternativa di città, ma prima ancora individuare un percorso condiviso per definire questa stessa proposta. Secondo noi infatti "un'altra città è possibile", e la si può realizzare tutti insieme e insieme ai partiti il cui ruolo non va sminuito o contrastato, ma va inserito in un contesto di partecipazione e rispetto reciproco. La condizione necessaria, anche se non sufficiente, perché ciò avvenga era, e tuttora è, che le diversità di idee e storia non siano elemento di scontro, ma anzi siano strumento di confronto e arricchimento reciproco, naturalmente nei limiti della loro compatibilità.
Il gruppo formato da 11 fra associazioni e movimenti rappresenta già di per sé un notevole risultato, ha definito insieme ai partiti il percorso che sta portando la coalizione del centrosinistra verso le elezioni del 2004. Ovviamente non è tempo di bilanci, siamo infatti appena al'inizio di una campagna elettorale lunga e complessa. Tuttavia si possono ugualmente fare alcune considerazioni che meritano un momento di riflessione, a partire dalle Assemblee di quartiere fortemente volute come uno dei momenti qualificanti del percorso.
I numeri... e non solo
Alle 9 assemblee di quartiere hanno partecipato circa 5.000 persone e oltre 3.000 di queste hanno votato per eleggere i 166 delegati per l'assemblea cittadina prevista per gennaio. Oltre alle 11 associazioni e movimenti promotori, altre 61 aggregazioni hanno risposto al bando di adesione e hanno deciso di inviare i propri delegati al'assemblea. Non si tratta certo di numeri da stadio e non sono mancate le facili ironie di chi dice che in fondo tutte queste persone sono molto meno dello "zoccolo duro" e che non ci vede nessuna novità e segnale particolarmente positivo. Ma le cose stanno diversamente. Solo chi non ha partecipato potrebbe trarre una conclusione così riduttiva. Chi c'era ha visto infatti avanzare una richiesta unanime e impegnativa che non può e non deve andare delusa o dispersa. È emersa in modo prorompente e a volte addirittura sorprendente la voglia di partecipare e contare, "senza se e senza ma".
Nessuno vuole semplicemente tornare al passato. Rappresentanti di comitati, associazioni, parrocchie, circoli, sezioni, condomini, singoli cittadini, tutti chiedono di essere ascoltati, di potere fare proposte, di potersi esprimere sui programmi, sulle priorità, sulle verifiche dei risultati.
La forza del coinvolgimento, la debolezza del rito
Se quanto detto sopra è vero, e sfidiamo chiunque a provare il contrario, non si deve cedere ala tentazione di procedere verso gli appuntamenti elettorali come se niente fosse accaduto. Ci sono alcune condizioni che secondo noi debbono essere assolutamente garantite:
1. La partecipazione attivata che ha contribuito a ridare entusiasmo a chi già era convinto e convincere chi era dubbioso, coinvolgendolo nel'impegno, non può andare delusa. Se così fosse il lavoro fatto e le dichiarazioni di novità e apertura si trasformerebbero in un boomerang pericolosissimo. Chiediamo che - e ci adopereremo affinché - gli incontri pubblici e le occasioni di partecipazione dei delegati non siano in realtà dei semplici riti. Queste persone, siano esse rappresentanti delle associazioni e dei movimenti che hanno aderito o cittadini singoli in rappresentanza di comitati, gruppi, aree culturali o a titolo puramente personale, debbono svolgere un ruolo vero e avere la possibilità di proporre idee, analizzare e valutare i programmi.
2. Un impegno prioritario per tutti deve essere quello di allargare in tutte le direzioni - tenendo conto di tutte le sensibilità e argomentazioni - l'apertura al dialogo e al coinvolgimento per fare sentire tutti importanti e utili ala definizione di un progetto comune perché "un'altra città è possibile".
3. È vitale che le varie componenti presenti al'Assemblea non si percepiscano l'un l'altra in antagonismo. È naturale che ci possano essere dei momenti di confronto anche duro, ma le differenze vanno verificate sui programmi e composte con un compromesso alto e responsabile. Ci sono temi e problemi su cui è oggettivamente difficile trovare una buona convergenza, ma è possibile prendere impegni chiari, duraturi e verificabili nel tempo.
4. Proprio perché il percorso intrapreso è innovativo e responsabile, il compito del'assemblea cittadina che si sta costruendo non può esaurirsi con le elezioni. Questo organo non ha niente di istituzionale e non deve e non vuole in alcun modo sovrapporsi o contrapporsi alle sedi istituzionali di dibattito e confronto. Ha tuttavia per sua natura, se sarà in grado di essere quello che si vuole che sia, un'autorevolezza sua propria che gli consente di essere convocato periodicamente per svolgere un ruolo analogo a quello degli stati generali in cui tutti insieme si discute e si verifica l'andamento del progetto comune. Questa condizione è qualificante ed essenziale e su questo deve esserci un impegno preciso del candidato sindaco.
5. È fortemente auspicabile che i componenti del'assemblea generale si articolino anche su base dei quartieri. Si potrebbero costituire quindi 9 raggruppamenti permanenti che svolgano a livello decentrato un lavoro capillare sul territorio, anche articolandosi in gruppi tematici, magari in collegamento trasversale fra quartieri.
6. Poiché Bologna non è una "città isolata da mura", ma centro in un vasto contesto metropolitano, non può essere tralasciato un collegamento forte e continuo con tutte le realtà metropolitane e anche regionali. Si deve quindi rapidamente studiare un modo per estendere in modo semplice, ma efficace, questa impostazione al'intera area vasta.
7. Non si può dimenticare che la stragrande maggioranza di coloro che si sono attivati in questa iniziativa e che partecipano lo fa con grandissima disponibilità e gratuità: l'offerta gratuita di tempo, idee, speranze non può essere delusa. Volare alto si può.
Anna Alberigo
 

In questo numero:

  • Versus MAB: almeno tre ottime ragioni per opporsi alla costruzione del metrò come progettato dalla giunta Guazzaloca..
  • Dossier inflazione: come viene costituito il paniere dei prezzi? Che cosa sono il NIC, il FOI e l'IPCA? Cerchiamo di orientarci nella giungla dell'indice dei prezzi al consumo e inoltre... occhio agli affitti (indagine SUNIA)..
  • Diritto d'asilo: clandestini, rifugiati, sfollati. Come sono accolti e trattati nel nostro paese? Vi presentiamo una denuncia e un approfondimento soprattutto a proposito della Legge Bossi-Fini.
  • ... e inoltre: i bambini e la guerra, l'esperienza dei volontari della scuola d'italiano del Centro Poggeschi, il faticoso cammino di Malta verso l'Unione Europea, verso Bologna 2004, un primo bilancio insieme a proposte e sollecitazioni.


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