Quasi
due anni fa abbiamo iniziato a incontrarci in pochi e molto diversi, senza sapere
bene che cosa si sarebbe potuto dire e fare insieme, ma concordi nel ritenere
che Bologna potesse e dovesse essere una città migliore di quanto si poteva
constatare dal suo lento ma progressivo degrado. Eravamo e siamo convinti che
toccasse ai cittadini e alle forme organizzate in associazioni, gruppi e movimenti
dare un contributo nuovo e forte per arrivare a costruire una proposta concreta
e alternativa di città, ma prima ancora individuare un percorso condiviso per
definire questa stessa proposta. Secondo noi infatti "un'altra città è possibile",
e la si può realizzare tutti insieme e insieme ai partiti il cui ruolo non va
sminuito o contrastato, ma va inserito in un contesto di partecipazione e rispetto
reciproco. La condizione necessaria, anche se non sufficiente, perché ciò avvenga
era, e tuttora è, che le diversità di idee e storia non siano elemento di scontro,
ma anzi siano strumento di confronto e arricchimento reciproco, naturalmente
nei limiti della loro compatibilità.
Il gruppo formato da 11 fra associazioni e movimenti rappresenta già di per
sé un notevole risultato, ha definito insieme ai partiti il percorso che sta
portando la coalizione del centrosinistra verso le elezioni del 2004. Ovviamente
non è tempo di bilanci, siamo infatti appena al'inizio di una campagna elettorale
lunga e complessa. Tuttavia si possono ugualmente fare alcune considerazioni
che meritano un momento di riflessione, a partire dalle Assemblee di quartiere
fortemente volute come uno dei momenti qualificanti del percorso.
I numeri... e non solo
Alle 9 assemblee di quartiere hanno partecipato circa 5.000 persone e oltre
3.000 di queste hanno votato per eleggere i 166 delegati per l'assemblea cittadina
prevista per gennaio. Oltre alle 11 associazioni e movimenti promotori, altre
61 aggregazioni hanno risposto al bando di adesione e hanno deciso di inviare
i propri delegati al'assemblea. Non si tratta certo di numeri da stadio e non
sono mancate le facili ironie di chi dice che in fondo tutte queste persone
sono molto meno dello "zoccolo duro" e che non ci vede nessuna novità e segnale
particolarmente positivo. Ma le cose stanno diversamente. Solo chi non ha partecipato
potrebbe trarre una conclusione così riduttiva. Chi c'era ha visto infatti avanzare
una richiesta unanime e impegnativa che non può e non deve andare delusa o dispersa.
È emersa in modo prorompente e a volte addirittura sorprendente la voglia di
partecipare e contare, "senza se e senza ma".
Nessuno vuole semplicemente
tornare al passato. Rappresentanti di comitati, associazioni, parrocchie, circoli,
sezioni, condomini, singoli cittadini, tutti chiedono di essere ascoltati, di
potere fare proposte, di potersi esprimere sui programmi, sulle priorità, sulle
verifiche dei risultati.
La forza del coinvolgimento, la debolezza del rito
Se quanto detto sopra è vero, e sfidiamo chiunque a provare il contrario,
non si deve cedere ala tentazione di procedere verso gli appuntamenti elettorali
come se niente fosse accaduto. Ci sono alcune condizioni che secondo noi debbono
essere assolutamente garantite:
1. La partecipazione attivata che ha contribuito a ridare entusiasmo a chi già
era convinto e convincere chi era dubbioso, coinvolgendolo nel'impegno, non
può andare delusa. Se così fosse il lavoro fatto e le dichiarazioni di novità
e apertura si trasformerebbero in un boomerang pericolosissimo. Chiediamo che
- e ci adopereremo affinché - gli incontri pubblici e le occasioni di partecipazione
dei delegati non siano in realtà dei semplici riti. Queste persone, siano esse
rappresentanti delle associazioni e dei movimenti che hanno aderito o cittadini
singoli in rappresentanza di comitati, gruppi, aree culturali o a titolo puramente
personale, debbono svolgere un ruolo vero e avere la possibilità di proporre
idee, analizzare e valutare i programmi.
2. Un impegno prioritario per tutti deve essere quello di allargare in tutte
le direzioni - tenendo conto di tutte le sensibilità e argomentazioni - l'apertura
al dialogo e al coinvolgimento per fare sentire tutti importanti e utili ala
definizione di un progetto comune perché "un'altra città è possibile".
3. È vitale che le varie componenti presenti al'Assemblea non si percepiscano
l'un l'altra in antagonismo. È naturale che ci possano essere dei momenti di
confronto anche duro, ma le differenze vanno verificate sui programmi e composte
con un compromesso alto e responsabile. Ci sono temi e problemi su cui è oggettivamente
difficile trovare una buona convergenza, ma è possibile prendere impegni chiari,
duraturi e verificabili nel tempo.
4. Proprio perché il percorso intrapreso è innovativo e responsabile, il compito
del'assemblea cittadina che si sta costruendo non può esaurirsi con le elezioni.
Questo organo non ha niente di istituzionale e non deve e non vuole in alcun
modo sovrapporsi o contrapporsi alle sedi istituzionali di dibattito e confronto.
Ha tuttavia per sua natura, se sarà in grado di essere quello che si vuole che
sia, un'autorevolezza sua propria che gli consente di essere convocato periodicamente
per svolgere un ruolo analogo a quello degli stati generali in cui tutti insieme
si discute e si verifica l'andamento del progetto comune. Questa condizione
è qualificante ed essenziale e su questo deve esserci un impegno preciso del
candidato sindaco.
5. È fortemente auspicabile che i componenti del'assemblea generale si articolino
anche su base dei quartieri. Si potrebbero costituire quindi 9 raggruppamenti
permanenti che svolgano a livello decentrato un lavoro capillare sul territorio,
anche articolandosi in gruppi tematici, magari in collegamento trasversale fra
quartieri.
6. Poiché Bologna non è una "città isolata da mura", ma centro in un vasto contesto
metropolitano, non può essere tralasciato un collegamento forte e continuo con
tutte le realtà metropolitane e anche regionali. Si deve quindi rapidamente
studiare un modo per estendere in modo semplice, ma efficace, questa impostazione
al'intera area vasta.
7. Non si può dimenticare che la stragrande maggioranza di coloro che si sono
attivati in questa iniziativa e che partecipano lo fa con grandissima disponibilità
e gratuità: l'offerta gratuita di tempo, idee, speranze non può essere delusa.
Volare alto si può.
Anna Alberigo