Un
dialogo tra sordi. E' quello a cui assistiamo in queste settimane laddove giornali
e talk-show parlano dei referendum del 12 giugno. Ciò che dispiace, e infastidisce,
di questo (finto) confronto non è tanto l'esito (votare SI', votare NO, non
votare), ma il percorso: la chiusura all'ascolto delle ragioni altrui, la ripetizione
martellante di slogan che contengono già la condanna e il disprezzo di chi la
pensa diversamente, il rifiuto ad allargare lo sguardo sui problemi implicati
dietro ciascuna opzione. Da un lato la propaganda per il SI' non esita a definire
la legge disumana, crudele, oscurantista, contro la scienza e contro le donne;
difficile impostare un dibattito o anche solo un ragionamento in queste condizioni:
la sentenza è già stata emessa, prima di qualsiasi processo o confronto. Ma
anche sul versante opposto, ove si registrano toni meno manichei e argomenti
più dubitativi rispetto alla legge, dispiace tuttavia constatare - soprattutto
nelle prese di posizione della gerarchia ecclesiale - come il desiderio di una
coppia di avere un figlio venga troppo frettolosamente letto nell'ottica dell'egoismo
consumista e individualista (il figlio come oggetto di desiderio, come bene
strumentale per la propria realizzazione: rischio presente nella nostra cultura,
ma non totalizzante), e non invece come aspirazione generosa e profondamente
umana di mettersi a servizio di una nuova vita, aspirazione peraltro al centro
della antropologia cristiana (la fecondità come dimensione qualificante la coppia,
non solo sul piano fisico), e della catechesi, che alle icone di paternità e
maternità affida nientemeno che l'immagine di Dio e della stessa chiesa. Così,
personalmente cerco con avidità e saluto con sollievo non tanto la voce di chi,
come esito finale, fa la mia stessa scelta (di voto o di non voto), ma piuttosto
chi tenta un percorso lucido e vero, un ragionamento intellettualmente onesto,
senza ripararsi dietro l'ideologia o la frase ad effetto: anche se poi l'esito
è diverso dal mio. A questi "ricercatori" è dedicato questo numero monografico
del Mosaico, che non vuole suggerire scelte, ma piuttosto offrire un quadro
valutativo, un contributo alla riflessione su un tema complesso, e su un passaggio
- quello referendario - che in qualche modo impedisce una discussione soddisfacente
e un approfondimento adeguato. Ma d'altra parte senza la legge, e il conseguente
referendum, non avremmo forse nemmeno iniziato a riflettere e a confrontarci
pubblicamente sull'argomento. E siccome anche qui, come per ogni ricerca, occorre
farsi delle domande, eccone alcune per iniziare. La sterilità è in aumento nel
nostro mondo occidentale come patologia? Oppure i meccanismi biologici sono
invariati, e siamo davanti ad un fenomeno sociologico di spostamento in avanti
della maternità (spesso dovuto alla pressione del lavoro e alla carenza di aiuti
per le famiglie giovani)? Le ricerche sulle cellule staminali adulte stanno
dando o no risultati significativi rispetto alla riparazione di organi e alla
cura di malattie? Uno stato laico e non confessionale può permettersi, in materie
simili, di dichiarare la propria incompetenza etica ("la vita inizia quando
la donna decide che è iniziata, si tratta di una scelta individuale": C. Flamigni,
Repubblica, 13/5/05 p. 11) oppure è chiamato come collettività a fare scelte
valoriali, a definire limiti e rapporti tra i diritti dei diversi soggetti coinvolti
(come fa quando vieta di fumare nei ristoranti, o subordina il diritto di costruire
ad una valutazione di pubblico interesse)? La strada è lunga, siamo solo all'inizio.
Buona lettura.
Andrea De Pasquale
DUE FACCE DELLA MEDAGLIA: Anna Pia Ferraretti e padre Luigi Lorenzetti presentano visioni e criteri di valutazione contrapposti, ma per certi aspetti anche complementari, dei quesiti referendari. Alle pagine 2-3.
LE CONSULTAZIONI REFERENDARIE IN ITALIA E NEL MONDO: regole, storia, curiosità. Pierluigi Giacomoni a pagina 4.
PERCHÉ I REFERENDUM NON SARANNO CINQUE: un commento di Roberto Lipparini alla sentenza della Corte Costituzionale. A pagina 5.
LA LEGGE 40/2004: ne riportiamo il testo, evidenziando gli articoli sottoposti ai quesiti referendari, con accanto una scheda sulle REGOLE NEGLI ALTRI PAESI. Alle pagine 6, 7 e 8.
MEDICI IN TRINCEA: Considerazioni di Carlo Flamigni, padre della fecondazione assistita, a Bologna e non solo, e di Eleonora Porcu, promotrice di una alternativa al congelamento degli embrioni. Alle pagine 10 e 11.
ESISTE UNA OGGETTIVITÀ ETICA? Possiamo fare a meno di discutere, consideriamo ugualmente accettabile A e il contrario di A? Alcune riflessioni di Luciano Eusebi. A pagina 12.
CAPIRSI PER CRESCERE INSIEME: i dubbi e le riflessioni di un insegnante, uno dei tanti, che vorrebbe capire le ragioni di tutti non per tolleranza, ma per pratica di vita. A pagina 14.
LA PROPOSTA AMATO-TONINI: un tentativo di mediazione per non lasciare un argomento così complesso a uno strumento inadatto (perché brutalmente semplificativo) come il referendum abrogativo. A pagina 15.
Un QUADRO RIASSUNTIVO delle affermazioni a favore e contro a pagina 16.
E inoltre: La navigazione in rete. L’infertilità di coppia. Le tecniche di fecondazione più utilizzate. Un glossario.