Numero 31 (Inverno 2006) in formato PDF

Eletti e non abbandonati

Uno snodo cruciale della democrazia è la relazione fra elettori ed eletti prima, durante e dopo le elezioni. Centrale in questo rapporto è l'interpretazione concreta e quotidiana dell'istituto della delega. Sebbene infatti l'eletto non abbia legalmente alcun vincolo di mandato, la delega ha senso a livello civico, ancora prima che politico, se e solo se si basa sul fatto che chi è delegato debba riferire e rispondere a chi lo ha eletto e, allo stesso tempo, chi delega debba seguire il proprio delegato coadiuvando e vigilando costantemente la sua azione. Per questo, anche in vista di un incontro pubblico cui una parte notevole degli eletti del centrosinistra a Bologna si sono impegnati formalmente a partecipare, abbiamo chiesto agli otto deputati e senatori "bolognesi" di rispondere intanto ad alcune domande. Cinque fra loro hanno cortesemente risposto, speriamo che tutti partecipino all.incontro, organizzato dalla rete UNIRSI, che si terrà in gennaio (dopo che la maratona della finanziaria sarà conclusa) e che auspichiamo possa assumere un carattere periodico. Per i bolognesi e gli abitanti della vasta area metropolitana ci sono problemi che richiedono attenzione ed approfondimento continuo. E' importante che su di essi si concentri un dibattito pubblico, aperto e basato su dati concreti: l'informazione e la partecipazione vera non è mai troppa ed è un dovere per qualsiasi amministrazione. Per parte nostra abbiamo cercato di fornire un contributo informativo su due temi di grandissima rilevanza per la città: la programmazione urbanistica e delle infrastrutture per la mobilità (temi necessariamente collegati), ed il problema della emarginazione ed esclusione sociale. Su entrambi i temi esistono ovviamente innumerevoli analisi, relazioni, proposte, opinioni diverse e contrastanti, ma per una programmazione ed azione incisiva è necessario chiarirsi a fondo le idee e definire insieme una linea concordata, realistica e che davvero guardi al futuro, così come si fece a Bologna negli anni '50 e '60. Su questi temi non servono proclami, ma bisognerebbe avere il coraggio anche di modificare scelte impegnative se l'evidenza dei fatti solleva dubbi oggettivi. Troppe volte i "poteri forti", silenziosamente operanti nell'ombra, ma sempre incombenti e pervasivi nella nostra società, agiscono ed impattano sulla nostra vita senza quasi che ce ne rendiamo conto. Un caso clamoroso è quello legato alla salute e al mondo della ricerca e del mercato farmaceutico. Uno spaccato descritto da chi vive professionalmente in questo mondo ci conferma, semmai ne dubitassimo, come la speculazione prevalga troppo spesso sugli interessi per la salute del cittadino. E la stessa speculazione guida grandi operazioni finanziarie applicate alle concessioni pubbliche, anche partendo da ragionevoli iniziative volte alla cosiddetta "liberalizzazione". Un esempio per tutti è dato dalle concessioni autostradali. Ne trattiamo cercando di ricostruire i vari passaggi ed i termini di legge che dovrebbero regolarle. Il nostro tradizionale sguardo sul mondo si rivolge poi verso la Cina, un concentrato di contraddizioni e sviluppo, sempre più vicino ed incombente, causa di preoccupazioni ed occasioni, ... ed anche di poesia, come il regalo che un amico ci ha fatto e che ringraziamo di cuore.
La redazione

In questo numero:

La consulta per la lotta all'esclusione sociale. Bologna è sempre stata percepita come città accogliente. C'è chi lavora per renderla veramente tale. A pagina 2 e 3.

La fabbrica delle malattie. Informazione scientifica, pubblicità, finanziamenti: la trilogia dell'industria farmaceutica. Alle pagine 4 e 5.

Deputati e senatori: non perdiamoci di vista. Undici domande "collettive" ai parlamentari eletti a Bologna: le risposte di Federico Enriques, Antonio La Forgia, Donata Lenzi, Walter Vitali, Katia Zanotti. Da p. 6 a p. 9.

Mobility fair - La fiera della mobilità: mentre le finanze pubbliche faticano a coprire le opere iniziate e l'ordinaria manutenzione di strade e ferrovie, Bologna punta ad aprire i cantieri per 3 nuove infrastrutture di trasporto, che porteranno a 5 diversi sistemi in esercizio. Possiamo davvero permettercelo? Da p. 10 a p. 13.

Autostrade: ha ragione Di Pietro? Dalla fusione con Abertis è nato un dibattito circa il rapporto tra interesse pubblico e dinamiche di mercato nell'intricato reticolo delle concessioni autostradali. Alle pagine 14 e 15.

Cina: una crescita vorticosa e spericolata. La tradizionale pagina internazionale del Mosaico si rivolge questa volta alla Cina, di cui ripercorre la storia recente e tratteggia un presente contraddittorio, che al tempo stesso attrae e intimorisce. Da p. 16 a p. 18.

Una piccola opera di pace. Micro.bo lavora anche per questo. A p. 19.



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