È
una serata brumosa di metà dicembre, con un po' di nebbia, ma non fredda. Fra
poco è Natale e ci troviamo come sempre a fare quattro chiacchiere e a farci
gli auguri, noi dilettanti della politica, "modesti artigiani dell'Unione",
come ci piace definirci da un po' di tempo. Stasera siamo contenti: in questi
ultimi tre mesi, dopo l'estate, abbiamo partecipato ad una serie di incontri
(e di altri abbiamo avuto informazioni e rapporti scritti dettagliati) veramente
importanti ed utili per la vita della città. Anche i giornali e le cronache
cittadine, abbandonata la stucchevole gara ad inseguire oziose polemiche, dichiarazioni
e sospiri di "vip e peones", danno una informazione approfondita sui tanti temi
trattati e illustrano con chiarezza le posizioni e le proposte che i diversi
attori che compongono e regolano la vita cittadina hanno presentato nei vari
gruppi di lavoro e nei dibattiti che si sono succeduti. Non si è fatta nessuna
assemblea cittadina, come per un po' di tempo avevamo inutilmente chiesto e
sperato, ma c'è stato un fiorire spontaneo di iniziative concrete, favorite
moltissimo dalle dichiarazioni molto attente ed incoraggianti del Sindaco e
dalla disponibilità ed apertura dei partiti, che hanno fatto sì che l'attenzione
e la informazione dei cittadini fosse riportata sui grandi temi legati al presente
ed al futuro della città. A Bologna è tornato quel clima un po' confuso e velleitario,
ma coinvolgente e condiviso, che ci riporta all'inverno 2003-2004, quando ci
si incontrava nei quartieri e per strada e ti ritrovavi a parlare con amici
e conoscenti, magari persi di vista da tempo, di come avresti voluto che la
città migliorasse e di come insieme l'avremmo migliorata. Una ubriacatura di
speranze e indicazioni che tuttavia una guida forte ed aperta, lungo un percorso
tracciato e condiviso di grande, concreta e regolata partecipazione, avrebbe
dovuto ricondurre ad un progetto organico e realistico ed alla sua progressiva
attuazione, pur fra le inevitabili grandi difficoltà e contrasti. In questi
mesi sono stati addirittura rispolverati dagli archivi documenti e proposte
dei tanti gruppi che avevano cercato di contribuire alla costruzione del nuovo
progetto per la città. Tante cose sono apparse superate, ma tanti problemi descritti
ed affrontati sono ora più gravi ed impellenti. Qua e là si sono trovate importanti
indicazioni e proposte ancora molto attuali e trascurate. Ma ora, dopo l'estate,
si è ricominciato con spirito e metodo nuovo. Non è che finora non si facessero
anche delle buone cose, ma si era creato un brutto clima fra annunci più o meno
roboanti, prese di posizione aprioristiche, fughe in avanti o indietro, ostinata
indifferenza da parte di troppi al dialogo ed alla difficile, ma indispensabile,
partecipazione e mediazione. Ma adesso il clima è davvero cambiato, in fondo
bastava poco, bastava seguire il percorso tracciato tutti insieme. Gli esempi
non mancano. Anna, Rudi, Sergio, Elisabetta, Giacomo raccontano come sia stato
impostato in modo nuovo e promettente il problema della difficile convivenza
tra locali notturni, esercizi che vendono bevande alcoliche fino a tarda notte
e i loro clienti, da una parte, e i residenti, dall'altra. Questo è un problema
a Bologna da almeno una decina di anni. Tre giunte hanno tentato di affrontarlo
con diverse "ricette", senza trovare soluzioni accettabili per tutti, e il problema
si è via via ingigantito. Adesso finalmente si è tentata una strada nuova, già
praticata in altre città e nazioni: una negoziazione diretta tra tutte le parti
interessate alla questione: locali notturni, commercianti, comitati dei residenti,
associazioni giovanili, rappresentanze degli studenti, dell'università e degli
immigrati, amministratori pubblici e forze dell'ordine. Così facendo si è aperto
un clima di dialogo, di rispetto ed ascolto reciproci, finora insperato. Si
tratta ora di svolgere un vera trattativa tra le parti, capace se non di accontentare
tutti, almeno di mettere in campo e discutere su basi qualitative e quantitative
i vari problemi e le implicazioni, anche in termini di costi, ordine pubblico,
libertà, autocontrollo. Per la prima volta l'intero processo è gestito da "facilitatori",
esperti delle tecniche di analisi e composizione dei conflitti, che, coinvolgendo
ed informando con buona regolarità anche i cittadini, potrebbero portare in
un arco di tempo ragionevole ad un progetto complessivo accettato da tutti.
Andrea, Silvia, Giancarlo ci parlano di una serie di incontri di alto livello
durante i quali si è esaminato a fondo il problema delle infrastrutture dell'intera
area metropolitana e dei piani strutturali ed edilizi, discussi in un unico
contesto di grande programmazione per il futuro sviluppo della città. Ad esempio
si sta riconsiderando con più calma la questione della compatibilità ed anche
la fruibilità e comodità per il cittadino dei futuri sistemi di mobilità anche
alla luce della spesa e dei tempi per la costruzione e gestione. Ci raccontano
che si è riaperto un proficuo dialogo fra comune, provincia e comuni dell'area
vasta sulla rapida attuazione del Servizio Ferroviario Metropolitano (in specie
sulla mancanza di treni), si discute a fondo come le varie tecniche diverse
fra Metrò, People Mover, Civis, rete di treni e autobus possano essere rese
facilmente compatibili per l'utente e come si possano abbattere i costi di manutenzione
e di impatto. Infine, per quanto riguarda la concessione alla città, tramite
il demanio, delle aree militari è stato creato un grande tavolo di confronto
e ripensamento dell'intero Piano Strutturale, cui partecipano tutti i possibili
interessati, inclusi i costruttori e quanti debbono programmare la propria attività
ed anche la ottimizzazione della vita delle persone e dell' ambiente. È un lavoro
complesso perché ci sono vincoli imposti oltre che dalle leggi e dalle convenienze
economiche, anche da decisioni pregresse difficilmente mutabili, ma ciò non
toglie che si stia facendo uno sforzo comune perché si è capito che l'attuale
panorama non può più essere considerato soddisfacente. Marco, Giuseppe, Andrea,
Sergio hanno riportato una grande notizia: il Sindaco e la Presidente della
Provincia hanno concordato di organizzare riunioni periodiche congiunte, nelle
quali vengono convocati anche i tanti delegati da loro nominati nel consigli
di amministrazione e nei vari incarichi apicali degli enti in cui Comune e Provincia
hanno titolo ad avere una diretta rappresentanza. Non è che finora queste persone,
spesso autorevoli, non riferissero a nessuno, ma il cittadino vede sempre più
lontano il collegamento con i veri "poteri" e la verifica dell'operato di chi
ha ricevuto un incarico a suo nome. È pertanto importante verificare che ognuno
dei nominati "suoni lo stesso spartito", concordato ed omogeneo al programma
ed alle esigenze della città, evitando che qualcuno operi solo per l'interesse
proprio o della propria lobby di riferimento. Dell'area metropolitana, dell'area
vasta, di come ristrutturare la definizione stessa di città e dei quartieri,
di come ripartire le rappresentanze e le responsabilità evitando inutili sovrapposizioni,
ottimizzando le strutture, i livelli decisionali e le spese, se ne è parlato
per anni. In questi mesi è ripreso il dibattito, finalmente su nuove basi e
più concrete. Roberto, Raffaella, Pierluigi, Piergiorgio, Giancarlo, Luigi e
gli altri di noi che lo seguono con più attenzione sono addirittura sorpresi
dall'accelerazione impressa alle discussioni. Finalmente si lavora insieme per
delineare almeno nelle sue caratteristiche principali quale "città metropolitana"
vorremo implementare se e quando l'opportunità di farlo, prospettata dalla legge,
consentirà di farlo davvero.Certo non si vuole creare nuovi aggregati di potere
(spesso debole) e nuovi centri di spesa e nuove poltrone. La strada è lunga,
ma è un buon punto di partenza. Persone autorevoli e di grande prestigio ed
esperienza amministrativa si mescolano e si confrontano. Corrado ed Enzo ci
dicono che i volontari che educano e vivono con i ragazzi e, tramite loro, con
i genitori nelle tante associazioni sportive e culturali e nei tanti centri
civici hanno ripreso il consueto sorriso. Non perché abbiano avuto soldi o favori,
ma perché il loro lavoro torna ad essere apprezzato e valorizzato, magari anche
criticato o rivisto, laddove necessario. L'Amministrazione infatti si è ricordata,
ma nessuno ne dubitava, che il volontariato sia sportivo che di ogni altro tipo
è una grande ricchezza, che va ascoltato e interfacciato nelle forme coordinate
più efficaci e rappresentative, ed anche regolato con criteri di equità e trasparenza.
Sono riprese anche le discussioni aperte su tanti altri temi. L'intuizione offerta
a tutti da un amico ispirato e generoso ed anche volutamente ingenuo, come tutte
le persone di grande carisma, sono da pungolo a confrontarsi - tramite la costituente
per la città appena attivata con grande partecipazione - sui grandi problemi
del lavoro. Lavoro inteso come sorgente di dignità e cittadinanza, oltre che
di fatica e produttore di ricchezza. Ed inoltre sulla convivenza e compatibilità
delle fedi religiose (ma non solo) e delle tradizioni, non come segno di tolleranza,
ma di conoscenza ed arricchimento. Come ci raccontano Alfonso, Laura, Cristina,
più in generale l'intero problema del cosiddetto "welfare" viene finalmente
analizzato e ricomposto nei suoi aspetti sociali e sanitari. Pare perfino che
anche la selezione dei candidati per le elezioni di tutti livelli tramite delle
vere primarie non trovi obiezioni. Valerio e Riccardo ci sperano davvero. Questo
nuovo clima che si respira in città secondo Anna e Giancarlo ha portato come
conseguenza ultima, ma non meno importante, la costituzione di un ufficio per
la pace, dando finalmente applicazione concreta al programma di mandato dove
afferma che: " La tradizione pacifica, solidale e democratica di Bologna … merita
un concreto impegno istituzionale, per lo sviluppo di una cultura di solidarietà
e cooperazione tra i popoli, per una cultura di pace". Quasi per caso ho incontrato
Sergio Cofferati, mentre passeggiava in piazza, timidamente, ma affettuosamente,
avvicinato e salutato da tanti cittadini che per un po' si erano allontanati
perché un po' delusi, forse anche per le troppe aspettative. Anch'io l'ho salutato
e mi ha detto: "Ti ricordi dell'incontro al Baraccano, nel mio giro per la città
durante la campagna elettorale?" "Certo - gli ho detto - e tu? Quanta gente
e quanto entusiasmo e quante speranze!" Con un sorriso rilassato e sincero mi
ha detto: "Riprendiamo il cammino insieme, io ricomincio da tre". È il 7 giugno,
fuori piove, ma mi sono svegliato sereno. Ho fatto un bel sogno...
Flavio Fusi Pecci
A caval donato... si guarda in bocca! Le aree militari dismesse non ci sono state regalate. Da una chiacchierata con Giancarlo Mattioli molti elementi per iniziare una riflessione. A p. 3
Visto da dentro. L'assessore Giuseppe Paruolo ci invita a guardare l'arrosto e non il fumo che a volta non consente di valutare l'operato dell'amministrazione. A p. 4
Un patrimonio prezioso (solo per noi?). E il sindaco che cosa ne pensa? Del nuovo tour del sindaco nei quartieri si è parlato veramente poco. Invece i cittadini hanno sollevato questioni, suggerito priorità e non solo. I rendiconti della Rete UNIRSI da p. 5 a p. 12.
Risparmio energetico e fonti rinnovabili: energy manager, cogenerazione, pannelli fotovoltaici. Interroghiamo un esperto che ci parla anche dei possibili incentivi economici. A cura di Licinia Magrini e Anna Alberigo da p. 13 e p. 15.