Numero 32 (Estate 2007) in formato PDF

Ricomincio da tre

È una serata brumosa di metà dicembre, con un po' di nebbia, ma non fredda. Fra poco è Natale e ci troviamo come sempre a fare quattro chiacchiere e a farci gli auguri, noi dilettanti della politica, "modesti artigiani dell'Unione", come ci piace definirci da un po' di tempo. Stasera siamo contenti: in questi ultimi tre mesi, dopo l'estate, abbiamo partecipato ad una serie di incontri (e di altri abbiamo avuto informazioni e rapporti scritti dettagliati) veramente importanti ed utili per la vita della città. Anche i giornali e le cronache cittadine, abbandonata la stucchevole gara ad inseguire oziose polemiche, dichiarazioni e sospiri di "vip e peones", danno una informazione approfondita sui tanti temi trattati e illustrano con chiarezza le posizioni e le proposte che i diversi attori che compongono e regolano la vita cittadina hanno presentato nei vari gruppi di lavoro e nei dibattiti che si sono succeduti. Non si è fatta nessuna assemblea cittadina, come per un po' di tempo avevamo inutilmente chiesto e sperato, ma c'è stato un fiorire spontaneo di iniziative concrete, favorite moltissimo dalle dichiarazioni molto attente ed incoraggianti del Sindaco e dalla disponibilità ed apertura dei partiti, che hanno fatto sì che l'attenzione e la informazione dei cittadini fosse riportata sui grandi temi legati al presente ed al futuro della città. A Bologna è tornato quel clima un po' confuso e velleitario, ma coinvolgente e condiviso, che ci riporta all'inverno 2003-2004, quando ci si incontrava nei quartieri e per strada e ti ritrovavi a parlare con amici e conoscenti, magari persi di vista da tempo, di come avresti voluto che la città migliorasse e di come insieme l'avremmo migliorata. Una ubriacatura di speranze e indicazioni che tuttavia una guida forte ed aperta, lungo un percorso tracciato e condiviso di grande, concreta e regolata partecipazione, avrebbe dovuto ricondurre ad un progetto organico e realistico ed alla sua progressiva attuazione, pur fra le inevitabili grandi difficoltà e contrasti. In questi mesi sono stati addirittura rispolverati dagli archivi documenti e proposte dei tanti gruppi che avevano cercato di contribuire alla costruzione del nuovo progetto per la città. Tante cose sono apparse superate, ma tanti problemi descritti ed affrontati sono ora più gravi ed impellenti. Qua e là si sono trovate importanti indicazioni e proposte ancora molto attuali e trascurate. Ma ora, dopo l'estate, si è ricominciato con spirito e metodo nuovo. Non è che finora non si facessero anche delle buone cose, ma si era creato un brutto clima fra annunci più o meno roboanti, prese di posizione aprioristiche, fughe in avanti o indietro, ostinata indifferenza da parte di troppi al dialogo ed alla difficile, ma indispensabile, partecipazione e mediazione. Ma adesso il clima è davvero cambiato, in fondo bastava poco, bastava seguire il percorso tracciato tutti insieme. Gli esempi non mancano. Anna, Rudi, Sergio, Elisabetta, Giacomo raccontano come sia stato impostato in modo nuovo e promettente il problema della difficile convivenza tra locali notturni, esercizi che vendono bevande alcoliche fino a tarda notte e i loro clienti, da una parte, e i residenti, dall'altra. Questo è un problema a Bologna da almeno una decina di anni. Tre giunte hanno tentato di affrontarlo con diverse "ricette", senza trovare soluzioni accettabili per tutti, e il problema si è via via ingigantito. Adesso finalmente si è tentata una strada nuova, già praticata in altre città e nazioni: una negoziazione diretta tra tutte le parti interessate alla questione: locali notturni, commercianti, comitati dei residenti, associazioni giovanili, rappresentanze degli studenti, dell'università e degli immigrati, amministratori pubblici e forze dell'ordine. Così facendo si è aperto un clima di dialogo, di rispetto ed ascolto reciproci, finora insperato. Si tratta ora di svolgere un vera trattativa tra le parti, capace se non di accontentare tutti, almeno di mettere in campo e discutere su basi qualitative e quantitative i vari problemi e le implicazioni, anche in termini di costi, ordine pubblico, libertà, autocontrollo. Per la prima volta l'intero processo è gestito da "facilitatori", esperti delle tecniche di analisi e composizione dei conflitti, che, coinvolgendo ed informando con buona regolarità anche i cittadini, potrebbero portare in un arco di tempo ragionevole ad un progetto complessivo accettato da tutti. Andrea, Silvia, Giancarlo ci parlano di una serie di incontri di alto livello durante i quali si è esaminato a fondo il problema delle infrastrutture dell'intera area metropolitana e dei piani strutturali ed edilizi, discussi in un unico contesto di grande programmazione per il futuro sviluppo della città. Ad esempio si sta riconsiderando con più calma la questione della compatibilità ed anche la fruibilità e comodità per il cittadino dei futuri sistemi di mobilità anche alla luce della spesa e dei tempi per la costruzione e gestione. Ci raccontano che si è riaperto un proficuo dialogo fra comune, provincia e comuni dell'area vasta sulla rapida attuazione del Servizio Ferroviario Metropolitano (in specie sulla mancanza di treni), si discute a fondo come le varie tecniche diverse fra Metrò, People Mover, Civis, rete di treni e autobus possano essere rese facilmente compatibili per l'utente e come si possano abbattere i costi di manutenzione e di impatto. Infine, per quanto riguarda la concessione alla città, tramite il demanio, delle aree militari è stato creato un grande tavolo di confronto e ripensamento dell'intero Piano Strutturale, cui partecipano tutti i possibili interessati, inclusi i costruttori e quanti debbono programmare la propria attività ed anche la ottimizzazione della vita delle persone e dell' ambiente. È un lavoro complesso perché ci sono vincoli imposti oltre che dalle leggi e dalle convenienze economiche, anche da decisioni pregresse difficilmente mutabili, ma ciò non toglie che si stia facendo uno sforzo comune perché si è capito che l'attuale panorama non può più essere considerato soddisfacente. Marco, Giuseppe, Andrea, Sergio hanno riportato una grande notizia: il Sindaco e la Presidente della Provincia hanno concordato di organizzare riunioni periodiche congiunte, nelle quali vengono convocati anche i tanti delegati da loro nominati nel consigli di amministrazione e nei vari incarichi apicali degli enti in cui Comune e Provincia hanno titolo ad avere una diretta rappresentanza. Non è che finora queste persone, spesso autorevoli, non riferissero a nessuno, ma il cittadino vede sempre più lontano il collegamento con i veri "poteri" e la verifica dell'operato di chi ha ricevuto un incarico a suo nome. È pertanto importante verificare che ognuno dei nominati "suoni lo stesso spartito", concordato ed omogeneo al programma ed alle esigenze della città, evitando che qualcuno operi solo per l'interesse proprio o della propria lobby di riferimento. Dell'area metropolitana, dell'area vasta, di come ristrutturare la definizione stessa di città e dei quartieri, di come ripartire le rappresentanze e le responsabilità evitando inutili sovrapposizioni, ottimizzando le strutture, i livelli decisionali e le spese, se ne è parlato per anni. In questi mesi è ripreso il dibattito, finalmente su nuove basi e più concrete. Roberto, Raffaella, Pierluigi, Piergiorgio, Giancarlo, Luigi e gli altri di noi che lo seguono con più attenzione sono addirittura sorpresi dall'accelerazione impressa alle discussioni. Finalmente si lavora insieme per delineare almeno nelle sue caratteristiche principali quale "città metropolitana" vorremo implementare se e quando l'opportunità di farlo, prospettata dalla legge, consentirà di farlo davvero.Certo non si vuole creare nuovi aggregati di potere (spesso debole) e nuovi centri di spesa e nuove poltrone. La strada è lunga, ma è un buon punto di partenza. Persone autorevoli e di grande prestigio ed esperienza amministrativa si mescolano e si confrontano. Corrado ed Enzo ci dicono che i volontari che educano e vivono con i ragazzi e, tramite loro, con i genitori nelle tante associazioni sportive e culturali e nei tanti centri civici hanno ripreso il consueto sorriso. Non perché abbiano avuto soldi o favori, ma perché il loro lavoro torna ad essere apprezzato e valorizzato, magari anche criticato o rivisto, laddove necessario. L'Amministrazione infatti si è ricordata, ma nessuno ne dubitava, che il volontariato sia sportivo che di ogni altro tipo è una grande ricchezza, che va ascoltato e interfacciato nelle forme coordinate più efficaci e rappresentative, ed anche regolato con criteri di equità e trasparenza. Sono riprese anche le discussioni aperte su tanti altri temi. L'intuizione offerta a tutti da un amico ispirato e generoso ed anche volutamente ingenuo, come tutte le persone di grande carisma, sono da pungolo a confrontarsi - tramite la costituente per la città appena attivata con grande partecipazione - sui grandi problemi del lavoro. Lavoro inteso come sorgente di dignità e cittadinanza, oltre che di fatica e produttore di ricchezza. Ed inoltre sulla convivenza e compatibilità delle fedi religiose (ma non solo) e delle tradizioni, non come segno di tolleranza, ma di conoscenza ed arricchimento. Come ci raccontano Alfonso, Laura, Cristina, più in generale l'intero problema del cosiddetto "welfare" viene finalmente analizzato e ricomposto nei suoi aspetti sociali e sanitari. Pare perfino che anche la selezione dei candidati per le elezioni di tutti livelli tramite delle vere primarie non trovi obiezioni. Valerio e Riccardo ci sperano davvero. Questo nuovo clima che si respira in città secondo Anna e Giancarlo ha portato come conseguenza ultima, ma non meno importante, la costituzione di un ufficio per la pace, dando finalmente applicazione concreta al programma di mandato dove afferma che: " La tradizione pacifica, solidale e democratica di Bologna … merita un concreto impegno istituzionale, per lo sviluppo di una cultura di solidarietà e cooperazione tra i popoli, per una cultura di pace". Quasi per caso ho incontrato Sergio Cofferati, mentre passeggiava in piazza, timidamente, ma affettuosamente, avvicinato e salutato da tanti cittadini che per un po' si erano allontanati perché un po' delusi, forse anche per le troppe aspettative. Anch'io l'ho salutato e mi ha detto: "Ti ricordi dell'incontro al Baraccano, nel mio giro per la città durante la campagna elettorale?" "Certo - gli ho detto - e tu? Quanta gente e quanto entusiasmo e quante speranze!" Con un sorriso rilassato e sincero mi ha detto: "Riprendiamo il cammino insieme, io ricomincio da tre". È il 7 giugno, fuori piove, ma mi sono svegliato sereno. Ho fatto un bel sogno...
Flavio Fusi Pecci

In questo numero:

A caval donato... si guarda in bocca! Le aree militari dismesse non ci sono state regalate. Da una chiacchierata con Giancarlo Mattioli molti elementi per iniziare una riflessione. A p. 3

Visto da dentro. L'assessore Giuseppe Paruolo ci invita a guardare l'arrosto e non il fumo che a volta non consente di valutare l'operato dell'amministrazione. A p. 4

Un patrimonio prezioso (solo per noi?). E il sindaco che cosa ne pensa? Del nuovo tour del sindaco nei quartieri si è parlato veramente poco. Invece i cittadini hanno sollevato questioni, suggerito priorità e non solo. I rendiconti della Rete UNIRSI da p. 5 a p. 12.

Risparmio energetico e fonti rinnovabili: energy manager, cogenerazione, pannelli fotovoltaici. Interroghiamo un esperto che ci parla anche dei possibili incentivi economici. A cura di Licinia Magrini e Anna Alberigo da p. 13 e p. 15.



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