Numero 35 (Inverno 2008) in formato PDF

Sciogliamo le vele!

Fare appassionare tutti alla vita politica e sociale della città e alla vera partecipazione dovrebbe essere uno dei compiti prioritari dei partiti e delle amministrazioni pubbliche. Non succede: i giovani, ad esempio, vivono una vita separata e distante. Perfino persone interessate e cittadini attivi lamentano il distacco fra le speranze e gli sforzi di tanti singoli e l’apparato dei vertici e di “quelli che contano”. Riportiamo nelle prime pagine tre testimonianze dirette di questo malessere come introduzione al dossier che presenta alcune idee prioritarie per Bologna che i cinque* candidati alle primarie del PD ci hanno cortesemente inviato su nostra richiesta. Ma proprio la cronistoria degli eventi e delle decisioni e non-decisioni che hanno portato alle primarie, a “queste primarie”, ci consente anche di capire come mai non si riallaccino i legami fra cittadini e partiti e non ci sia entusiasmo e partecipazione. È il rischio che stiamo correndo.
Ebbene, dall’inizio. La parola “primarie” viene adottata come un totem dal Partito Democratico nazionale, senza distinguerne prioritariamente l’uso fra “competizione vera” e “investitura” e senza definirne le regole e gli scopi adattabili ai contesti.
A Bologna, non avendo il PD il coraggio di affermare (come vuole in realtà) che se il Sindaco si candida per un secondo mandato (come dichiara) non si fanno primarie, se ne proclama il lancio per una futura “investitura”. Ne consegue che è bene che esista nominalmente un competitor, ma non deve disturbare e deve remare da solo, senza l’aiuto del partito che lo ignora/ostacola e crea regole bizantine, tanto è già deciso chi avrà l’investitura.
All’improvviso, fuori tempo massimo, il Sindaco rinuncia e apre alle primarie, a queste bislacche primarie, praterie inesplorate e senza confini prefissati. Come chiesto dal Sindaco (a quale titolo?) solerti pompieri cercano di richiudere al volo la bottiglia - ora aperta - con un “sigillo di qualità”. Ma la schiuma oramai esce inarrestabile e inonda comune e provincia. Le regole, fatte per uno, scricchiolano per tutti. Si abborracciano e si rimasticano da un giorno all’altro estensioni e confusi ritocchi. Dal vortice tempestoso escono qua candidati veri, altri là vengono fatti precipitosamente ritirare, altri invocati, mentre il regolamento ondeggia e si deforma seguendo una spinta o un rinculo. Unico punto fermo: la data, 14 dicembre 2008 e l’altero iter fissato nel PD.
Quale progetto per Bologna? Quali programmi alternativi? Quale coalizione possibile per governare? Quale tempo per ricominciare insieme ai cittadini tutti un rinnovato percorso comune? Quale apertura a candidati donne o uomini nuovi? Niente vale più a ragionare. Il solco è scolpito, inesorabile e ottuso. In un clima autistico si procede nel buio dell’avventura. Però, cinque candidati ci sono.
Siamo incontentabili? Forse. Fastidiose zanzarine: certamente. Ma non vogliamo rinunciare alla speranza che si possa fare di più, molto di più.
Aprile, Maggio Giugno sono lontani, vogliamo aprire le finestre del cuore e della città e riprovare insieme a sognare, progettare, programmare, discutere per la Bologna di domani e del futuro? Sciogliamo le vele! In mare aperto. Non è mai troppo tardi per recuperare unità ed entusiasmo, senza i quali si perde e, con noi, perderebbe la città.
La redazione

In questo numero:

Politica per protesta/politica per passione, dalla parte dei giovani: Eleonora Sensi a p. 2

Voci dal Partito Democratico: Speranza e rabbia, Foresti, e Primarie per volare alto, Bellotti a p. 3

DOSSIER: La parola ai candidati. Cevenini, Delbono, Forlani, Merola e Pasquino indicano le priorità per Bologna da p. 4 a p. 8

Cattolici democratici, come e perché, Piergiorgio Maiardi a p. 9

Un election day che ricorderemo, Pierluigi Giacomoni presenta Barack Obama alle p. 10 e 11

Federalismo fiscale, qualche passo avanti, Roberto Lipparini alle p. 12 e 13

Alcune “criticità” del sistema giudiziario italiano, Marco Calandrino alle p. 13 e 14

Precarietà e mondo della ricerca, una testimonianza di Vittorio Morandi alle p. 14 e 15



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