Una delle chiavi di lettura del declino di Bologna data l’inizio
del processo dagli anni ’80. Da allora le “componenti strategiche” della città,
quelle che a seconda dei casi e delle classificazioni vengono anche chiamate
“poli trainanti”, “centri di elaborazione”, “poteri forti”, hanno iniziato ad
andare ciascuno per la propria strada, generalmente ignorandosi, talvolta combattendosi
aspramente in un opaco caleidoscopio di interessi miopi e personali. Amministrazione
comunale, Università, Banche e Fondazioni, Categorie produttive e Chiesa locale
hanno battuto strade parallele, senza cercare convergenze strategiche. Non solo
i partiti, ma perfino i movimenti ed associazioni di cittadini, a propria volta,
si sono frammentati in mille rivoli, ciascuno perso in un mare stagnante e,
troppo spesso, autoreferenziale. Intanto il mondo attorno correva e corre sempre
più vorticoso.
Dopo i noti travagli, stiamo arrivando alle elezioni.
Come? Dalla primavera a novembre nell’affannosa ricerca di nomi vecchi e nuovi
da candidare. Per fare che cosa? Con quale strategia globale? Con quali scelte
e decisioni operative? Soprattutto, con quale “sistema di riferimento oggettivo”
studiato e concordato, rispetto al quale confrontarsi e proporre soluzioni organiche
e realistiche (cioè compatibili con le risorse)? In questo contesto è addirittura
sorprendente che ci sia chi è disposto a fare il Sindaco!
Noi, cittadini comuni, ci sentiamo impotenti di fronte alla complessità dei
problemi che ci opprimono e, come molti, saremmo portati ad una sconsolata rassegnazione.
Tuttavia vogliamo offrire ancora il nostro piccolo contributo in vista delle
prossime elezioni a Sindaco di Bologna, partendo dalla consapevolezza che il
modo più efficace di affrontare i problemi è quello di effettuare, tema per
tema, una scelta fra alcuni grandi indirizzi di massima tra loro alternativi,
e tra alcune opzioni concrete, verificandone la compatibilità e l'ottimizzazione
reciproca in un quadro globale ed unitario, in un contesto in cui siano state
definite “ a monte” le linee guida e le priorità strategiche di fondo.
Perché ciò sia efficace e discriminante si dovrebbe cercare di fornire all'elettore
una griglia di risposte essenziali, ma il più possibile precise e fortemente
indicative delle scelte che il candidato ritiene di fare proprie, allo scopo
di mettere in evidenza criticità, dirimere incompatibilità e contraddizioni,
e predisporre infine soluzioni operative (politiche, tecniche, economiche, etc.)
Da una parte infatti i “programmi” sono spesso generici e verbosi, e finiscono
per contenere di fatto soltanto auspici e velleità. Dall’altra è facile scivolare
verso analisi e discussioni tecnicistiche e particolari, che fanno perdere di
vista il ruolo di “coordinatore politico, tecnicamente informato” che invece
dovrebbe essere quello proprio di un Sindaco che “sa, dice e decide” quale modello
di città vuole attuare.
In modo un po’ naif, nel dossier abbiamo pertanto raccolto in un “collage” (certo
incompleto, disomogeneo e magari in alcuni punti non sufficientemente informato)
di domande che richiedono una scelta chiara ed un impegno preciso. E’ ovvio
che i problemi sono molto complessi e implicano un arduo “combinato-disposto”,
ma la definizione di una strategia e di una serie di scelte concrete tra loro
compatibili e insieme integrate sono irrinunciabili per capire come un candidato
a sindaco vuole giocare la sua responsabilità e capacità. Per questo presentiamo
il dossier ai candidati e insieme anche alla riflessione dei cittadini, sperando
che altri lo integrino e lo migliorino. Per questo aspettiamo risposte, in modo
che i cittadini-elettori si accostino alle prossime elezioni amministrative
nel modo più consapevole ed informato. E quindi autenticamente democratico.
Flavio Fusi Pecci
LEGGI LE RISPOSTE AL QUESTIONARIO
Sillabario della cooperazione: la storia di una idea intrecciata alla storia della comunità, Riccardo Lenzi, alle p. 2-3
DOSSIER - Sveliamo il non detto dei programmi: un collage di domande a risposte multiple rivolto ai Candidati a Sindaco di Bologna, alle p. 4-8
Infinitamente piccolo, infinitamente grande, Flavio Fusi Pecci a p. 8
Più precari per legge: una notizia sommersa, Alessandro Villari a p. 9
La volontà di reagire alla crisi della politica locale, Lorenzo Alberghini, alle p. 10 e 11
Le ACLI: Una storica presenza nella società italiana, Roberto Landini, alle p. 11 e 12
Immigrati di seconda generazione: pari opportunità? Giancarlo Funaioli a p. 13
Diritto di cittadinanza: dura lex… Roberto Lipparini a p. 14
CITTADINI DAL MONDO:
Nutrimondo, Mariaraffaella Ferri alle p. 15-16;
Saharawi: tendopoli della dignità, Ugo Mazza a p. 16;
Sudamerica inquieta e inquietante: la Colombia, Pierluigi Giacomoni
alle p. 17-19
ZOT su Tiscali a p. 19
Ad Atene facciamo così... a p. 20. Ad Atene facciamo così … a p. 20