La vita di ogni città è scandita dall’esistenza e dalla progressiva
attuazione di piani strategici coordinati, partecipati e di lunga durata, capaci
di leggere il futuro e, allo stesso tempo, flessibili per consentire adeguamenti
in corsa. Da molti anni, troppi, per tante ragioni, Bologna non è stata in grado
di crescere muovendosi lungo questo difficile sentiero. In questo numero presentiamo
alcuni contributi alla riflessione di tutti. Ma è tempo di agire.
A proposito di scelte sbagliate e di come si dovrebbero cogliere “in positivo”
le occasioni che la storia ci presenta….
… Una buona occasione.
Osservava Terzani, all'indomani degli attentati alle Twin Towers di New York,
alla vigilia dell'attacco all'Afghanistan, che «Non c'è niente di più pericoloso
in una guerra che sottovalutare il proprio avversario, ignorare la sua logica
e, tanto per negargli ogni possibile ragione, definirlo un "pazzo" ». Dieci
anni fa, appunto, ci gettavamo a capofitto in una guerra da cui fatichiamo ad
uscire, nella convinzione di poter regolare definitivamente conti antichi e
moderni, in quell'eterno conflitto che da almeno mille anni oppone l'Occidente
"cristiano" all'Oriente "musulmano". di fatto, complice la crisi economica che
obbliga a pensar di più a casa propria, che a rigovernar l'altrui, ci stiamo
accorgendo d'aver sperperato denaro e vite e d'aver seminato in quei popoli
che ci ostiniamo a non capire, diffidenza ed odio.
In questi anni, noi che diciamo d'esser tolleranti, abbiamo scritto pagine di
vera intolleranza; è cresciuta nelle nostre comunità la malapianta del pregiudizio,
non distinguendo tra l'Islam e certe sue espressioni estreme; non separando
le responsabilità dei leader, spesso nostri ex amici, da quelle dei popoli.
Il paradigma del "conflitto di civiltà" si è ritorto contro di noi e, come nel
Visconte Dimezzato di Calvino, ha prevalso il Medardo feroce sulla sua metà
pacifica.
Ora si presenta la buona occasione di creare una rete di rapporti amichevoli
col nuovo mondo arabo che sta emergendo dalle rivoluzioni che stanno interessando
diversi Paesi.
Dei leader che si lanciarono nel duplice conflitto in Afghanistan ed Iraq, con
l'uscita di scena di Berlusconi, non ne è rimasto in carica nemmeno uno; per
di più, la "primavera araba", anche se in modo non sempre lineare, ci ha dimostrato
che anche quei popoli possono aspirare alla libertà ed ottenerla senza ricorrere
ai bombardieri americani.
Sapremo cogliere la favorevole circostanza o prevarranno tra noi i seminatori
di discordia che tanto han caratterizzato l'ultimo decennio?
Pier Luigi Giacomoni
Città metropolitana: un’Araba Fenice? Sergio Caserta e Matteo Lepore alle pp. 2 e 3
La fatica del PD: il caso dei ticket sanitari regionali, Giuseppe Paruolo a p. 4
A Calderara di Reno: tavoli partecipati per l’economia, Irene Priolo a p. 5
DOSSIER - SFM vs People Mover: le scelte e gli “stop&go” degli ultimi 20 anni, Ugo Mazza alle pp. 6-10
Legge elettorale, che passione… Roberto Lipparini alle pp. 10 e 11
Il Volontariato: una enorme ricchezza, Giancarlo Funaioli a p. 12
La marea “nera” sull’Europa, Pierluigi Giacomoni a p. 14
Quirico Filopanti: Scienziato, Professore, Politico, Cittadino, Gianluigi Parmeggiani a p. 15
Il Mosaico,1994-2011: 40 numeri Quale futuro? a p. 16Atene facciamo così … a p. 20